La fiat sposta la
produzione in Serbia? "Ho trovato sorprendente questo annuncio". Così
il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta l'annuncio da parte
di Sergio Marchionne di voler portare la produzione della nuova monovolume
sull’altra riva dell’Adriatico. "Non ho capito perché dice una cosa del
genere: le condizioni che trova all'estero le trova anche a Torino - ha
osservato Bersani -. E' la città che in Italia ha più cultura industriale. Da un
secolo a questa parte ha affrontato di tutto, da problemi organizzativi a crisi
industriali. La vicenda merita un chiarimento. Non si può fare spallucce. Del
resto la Fiat si chiama Fabbrica italiana automobili Torino. Il punto di
partenza resta questo". Ipotesi da non prendere alla leggera:
l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, vede nella Serbia uno
dei futuri luoghi di produzione per la casa automobilistica torinese e ad
essere sacrificati sarebbero nientemeno che le maestranze e gli stabilimenti di
Mirafiori. Bersani, che proprio ai cancelli della fabbrica volle chiudere la
campagna elettorale per le regionali 2010, è tra i primi a non starci e a
richiamare il governo alle sue responsabilità: “Serve l’immediata convocazione
di un tavolo sulla Fiat perché è in atto una dispersione delle risorse
industriali del nostro Paese”. Serve un "tavolo" che affronti la
vicenda Fiat, indotto compreso, perché l'Italia non può permettersi di
affrontare un capitolo così delicato per l'economia del Paese con quattro
dichiarazioni e sarebbe anche bene nominare finalmente "uno straccio di
ministro dello Sviluppo". Il segretario del Pd oggi ha parlato ai
giornalisti della vicenda Fiat: "Faccio io una domanda: chi è che convoca
un tavolo per la Fiat? Non pretendo che sia il ministro ad interim, in
tutt'altre faccende affaccendato. Lui è nel... frutteto alle prese con le mele
marce!". Insomma, "chi può convochi un tavolo e comunque lo vogliamo
fare uno straccio di ministro dello Sviluppo?. Come sistema Paese - ha aggiunto
- non possiamo consentirci che temi di questa rilevanza siano affrontati in
dichiarazioni o con scambi di battute. C'è in gioco qualcosa di sostanziale.
Non avere aperto un tavolo sulle questioni poste da Fiat e sul tema
dell'indotto sta portando alla dispersione di risorse industriali del
Paese".
In serata è lo stesso
ministro del Welfare e Lavoro, Maurizio Sacconi, a fare le stesse richieste di
Bersani: un tavolo tra le parti. Peccato che lui è da mesi che dovrebbe essersi
accorto dell'assenza del ministro dello Sviluppo Economico, da quando Claudio
Scajola, ministro dello Sviluppo economico, è stato costretto alle dimissioni,
l’interim è stato infatti assunto e mantenuto dal premier Silvio Berlusconi,
peraltro assente ingiustificato durante le trattative tra Fiat e sindacati dei
metalmeccanici a Pomigliano d’Arco.
E Stefano Fassina,
che nella segreteria del Partito Democratico è responsabile Economia e Lavoro,
vede il governo "inerte. Il premier e il ministro Sacconi assistono
passivamente a un comportamento inaccettabile in qualunque altro Paese europeo
da parte di un’azienda che pure tanto ha avuto dall’Italia".
Poi accusa Marchionne: "Ha una strana idea di confronto con i lavoratori:
o si accettano i suoi diktat unanimemente ed entusiasticamente, oppure si perde
il lavoro. Richiama l’inizio del XX secolo. La scelta di spostare una parte
della produzione da Torino alla Serbia appare una ritorsione, più che dettata
da esigenze produttive, finalizzata ad acuire le divisioni sindacali e a
ribadire una cultura autoritaria nel governo dell’azienda".
Cesare Damiano ha
un dubbio: non è che si è deciso di chiudere Mirafiori? Lo chiede perché
"senza manifattura a Torino la sorte sarà segnata anche per direzione
strategica, progettazione e ricerca. Per il bene del paese e dei lavoratori è
necessario che si apra immediatamente un tavolo di discussione e che il
ministro delle Sviluppo economico ad interim, Silvio Berlusconi, faccia la sua
parte o nomini, finalmente, un nuovo ministro che si occupi in modo autorevole
di questa situazione". Il capogruppo del Pd nella commissione Lavoro di
Montecitorio non aspetta: "E' ora che il governo intervenga sulla
situazione Fiat. E' intollerabile la scelta di spostare produzioni in Serbia a
poche settimane dall'annuncio del ritorno della Panda a Pomigliano. Le scelte
strategiche di politica industriale non possono essere uno stop and go a discrezione
delle imprese".
"Quello della Fiat è un annuncio shock, così il paese rischia davvero di
finire in pezzi. E mentre va avanti questo profondo e preoccupante cambiamento
degli assetti industriali, è sconcertante che la poltrona del ministero dello
Sviluppo economico sia ancora vuota. Al di là dell'interim assunto da
Berlusconi, noi chiediamo che sia proprio il presidente del Consiglio a venire
a riferire alla Camera prima della pausa estiva sui progetti della Fiat e sulle
conseguenze per l'intero paese".
Lo chiede Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche
del Gruppo del PD, il quale sottolinea che "se la Fiat ha deciso di
spostare parte della produzione in Serbia, allora bisogna cominciare ad
ammettere il fallimento delle politiche industriali e delle relazioni sindacali
in Italia".
Gianfranco Morgando, segretario del Pd Piemonte, si appella alla Fiat
perché “presenti delle alternative concrete per quanto riguarda lo stabilimento
di Mirafiori. Marchionne dichiara che non ci sono ancora delle proposte precise
per quanto riguarda questo stabilimento. E imputa a una scarsa serietà dei
sindacati le ragioni di questo cambiamento del piano industriale aziendale. Non
va”. Il segretario piemontese evidenzia “la completa assenza del nostro governo
per quanto riguarda le politiche del settore auto. A differenza di quello che
succede negli altri paesi europei (e nella stessa Serbia dove il governo e'
intervenuto con un cospicuo finanziamento) il governo italiano continua ad
essere completamente assente nel campo delle politiche industriali scaricando
sui lavoratori i costi e le contraddizioni del mercato globale”. Allora, come
si chiede Bersani, nel governo chi convoca il tavolo sulla Fiat?